Migrazione SEO del sito senza perdere posizionamento

La migrazione SEO di un sito – o porting SEO – permette di gestire in modo ottimale la migrazione dei contenuti verso un nuovo sito. La gestione di questo passaggio è tecnicamente molto complessa e, se effettuata in modo sbagliato, può facilmente causare una perdita di traffico, posizioni e autorevolezza.

Che cos’è la migrazione SEO del sito

Come ogni altra tecnologia, un sito web va incontro ad obsolescenza: semplicemente, invecchia, diventa inadeguato per i nuovi tempi e le evoluzioni del mondo dell’online. Di conseguenza, periodicamente è necessario provvedere al suo restyling: è qui che si rende necessario effettuare la migrazione del sito, ovvero il reindirizzamento di tutte le URL del sito verso la nuova piattaforma.

L’operazione, però, nasconde una serie di rischi legati in particolare al mantenimento del posizionamento già acquisito. Una gestione approssimativa del processo di migrazione può infatti generare un crollo del traffico, un evento che finirebbe col vanificare il lavoro e l’investimento di anni. C’è un’unica soluzione per scongiurare ogni rischio e fare in modo che ciò non accada: affidare la migrazione a uno specialista SEO capace di preservare il posizionamento e persino di migliorarlo. D’altronde, un sito web aggiornato e aderente alle policy di Google è, in linea teorica, un’arma a proprio vantaggio… Basta usarla nel modo giusto.

Migrazione del sito: cogli l’occasione, evita i rischi

Il porting di un sito porta con sé diverse opportunità. Un sito nuovo, aggiornato, compliance dal punto di vista del GDPR e del protocollo https, funzionale e facilmente fruibile rappresenta una risorsa sia dal punto di vista della user experience e sia in un’ottica di miglioramento del trust, parametro a sua volta fondamentale per scalare le gerarchie delle pagine di ricerca.

Allo stesso tempo, il rifacimento di un sito porta con sé diverse minacce in quanto, una gestione inadeguata dell’operazione di redirect rischia di minare quanto di buono costruito negli anni precedenti. Accade facilmente, infatti, che si perda traccia di un URL, generando dannosissimi errori nel codice di stato. Possono andare perse pagine ben posizionate e ricche di contenuti interessanti per l’utente ed è possibile riscontrare malfunzionamenti dal punto di vista tecnico: ognuno di questi rischi può causare un crollo nelle visite e un arretramento del proprio posizionamento organico. Ecco perché la migrazione del tuo sito deve essere gestita in modo ottimale e, soprattutto, affidata a uno specialista del settore.

Quando fare la migrazione SEO (e quando no)

Come detto, la realizzazione di un nuovo sito per la propria attività si configura spesso come una necessità per andare incontro ai cambiamenti del web, alle nuove tecnologie e al miglioramento grafico della propria immagine online. Non sempre, però, effettuare la migrazione del sito rappresenta una scelta che è consigliabile perseguire. Ecco i casi in cui è altamente consigliabile fare la migrazione SEO del sito:

URL modificati

Se la nuova versione del tuo sito presenta URL modificati, ad esempio perché nella versione precedente essi non erano ottimizzati o perché sono stati eliminati degli elementi ritenuti inutili (come ad esempio la data) oppure, ancora, perché è stato modificato il percorso di accesso alle pagine, occorre certamente procedere alla corretta migrazione del sito.

Contenuti unificati

Spesso, la nuova versione di un sito è utile anche a fare pulizia di quei contenuti ritenuti superflui, che vengono dunque eliminati o accorpati ad altre pagine. Anche in questo caso, il porting SEO è fondamentale per tutelare l’integrità SEO e il corretto funzionamento del sito.

Passaggio da http ad https

Oggi non esistono alternative: un sito deve presentare il protocollo https. Se stai gestendo il cambio di protocollo, non puoi prescindere dall’attività di migrazione.

Riprogettazione del sito

Un sito riprogettato nella sua architettura impone un’accurata attività di porting, in quanto gli URL risulteranno modificati. La mancata gestione del porting rischia di generare una serie di errori nello status code (o codici di stato).

Cambio di CMS o di provider

La migrazione SEO del sito è un’attività cruciale nel caso in cui il nuovo sito sia stato sviluppato con un diverso CMS rispetto a quello precedente. Lo stesso discorso vale quando si sceglie di cambiare il proprio servizio di hosting.

Cambio di dominio

Ovviamente, la migrazione è fondamentale per gestire un cambio di dominio, anche nel caso in cui il sito web resti identico sotto ogni punto di vista.

Accorpamento di più domini

Infine, il porting SEO deve essere eseguito quando due o più siti web vengono accorpati in un’unica piattaforma.

I processi di una migrazione SEO

Attività precedenti alla messa online (pre-migrazione)

Prima di mandare online il tuo sito nella nuova veste grafica e tecnica, è necessario compiere diverse operazioni funzionali ad assicurare una migrazione sicura del sito. Schematizzando, le attività fondamentali da eseguire prima di mettere online il sito sono le seguenti:

  • Definizione della nuova struttura ad albero (alberatura informatica)
  • Verifica della corrispondenza di meta-tag, sottotitoli (h1, h2, ecc.) e contenuti tra vecchia e nuova versione (copywriting Audit)
  • Identificazione del keyset di partenza per il successivo monitoraggio (tramite software specifici)
  • Verifica del corretto caricamento del file robots.txt
  • Scansione completa del vecchio e del nuovo sito (in modo da poterli facilmente recuperare in caso di necessità)

Attività di migrazione

Qui invece le azioni da eseguire per la realizzazione della migrazione del sito:

  • Mappatura delle URL e dei redirect e creazione delle corrispondenze tra vecchie e nuove pagine
  • Definizione delle regole di reindirizzamento tramite file .htaccess
  • Mappatura dei backlinks e creazione delle relazioni per l’indirizzamento alle nuove pagine

Attività successive alla messa online (post-migrazione)

Conclusa il porting SEO, occorre procedere alle operazioni di verifica post-migrazione, in modo da assicurarsi che l’intero processo sia stato eseguito correttamente:

  • Verifica del corretto funzionamento del markup XML del nuovo sito
  • Rimozione delle regole di esclusione inserite nel file robots.txt
  • Spostamento del puntamento DNS verso il nuovo IP attraverso il pannello di controllo del dominio
  • Invio della nuova Sitemap XML a Google Search Console
  • Almeno nel primo periodo, monitoraggio delle statistiche di scansione del sito e del numero di pagine incluse nell’indice del Search Console
  • Nuova scansione delle vecchie pagine e verifica che il reindirizzamento sia eseguito correttamente per ognuna di esse

Migrazione per siti e-commerce

Il porting deve essere effettuato su qualunque tipologia di sito web inclusa nella casistica riportata sopra (Vd. il paragrafo “Quando fare la migrazione SEO (e quando no)”. Nel caso di migrazione per siti ecommerce la gestione del processo può risultare più complessa – sebbene le operazioni siano le medesime descritte nel paragrafo precedente – poiché la struttura di un sito per il commercio elettronico è solitamente più complessa e contraddistinta da un maggior numero di pagine e di categorie. Proprio per tale ragione, è fondamentale che la migrazione dei siti e-commerce sia gestita in modo impeccabile da un esperto, in modo da scongiurare il rischio di un crollo improvviso del posizionamento, delle visite e, di conseguenza, del fatturato.

Migrazione mal gestita e perdita di posizionamento: cosa fare

Nelle prime fasi, è fisiologico assistere a una lieve flessione delle visite e a un calo del posizionamento. Se la migrazione è stata gestita adeguatamente, però, la fase di calo durerà un lasso di tempo breve, al termine del quale il sito tornerà a registrare numeri in linea con quelli pre-migratori (o persino superiori). Non è raro, inoltre, che alcune pagine del sito possano andare incontro a una nuova analisi da parte del motore di ricerca e all’assegnazione di un nuovo punteggio di qualità (che con un sito più efficiente rispetto a quello precedente dovrebbe inevitabilmente aumentare, con conseguente miglioramento in SERP).

Se però il calo delle visite dovesse persistere, potrebbe essere il segnale che il porting SEO non è stato effettuato nel modo corretto. Le ragioni possono essere molteplici e sarebbe del tutto impossibile fornire una spiegazione univoca e universalmente valida. Il mio consiglio, in questo caso, è di rivolgerti a un professionista per richiedere un audit SEO approfondito del tuo problema.


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gabriele rispoli consulente seoGabriele Rispoli è un Consulente SEO specializzato in seo tecnica e link building. Dal 2011, aiuta aziende e professionisti a migliorare la visibilità sui motori di ricerca.