Link Interni: cosa sono e come utilizzarli per la SEO

Definire una struttura di link all’interno del proprio sito offre diversi vantaggi legati sia alla fruibilità dei contenuti, e del sito nel suo complesso, e sia all’ottimizzazione di indicatori analitici come la frequenza di rimbalzo e il tempo di permanenza. Procediamo con ordine e cerchiamo di sviluppare un discorso organico e lineare sui link interni, analizzando la questione in chiave SEO e della user experience: ecco tutto quello che occorre sapere sui link interni.

Cosa sono i link interni

I link interni sono dei collegamenti ipertestuali che rimandano a pagine dello stesso sito e possono essere stringhe di parole, immagini, video e altri tipi di supporto digitale. La corretta gestione dei link interni riveste un’importanza spesso sottovalutata in quanto concorre in modo significativo all’ottimizzazione del sito e al miglioramento dell’esperienza di navigazione. Vediamo come.

A cosa servono i link interni

Lo scopo principale dei link interni è agevolare l’accesso alle risorse offerte dal sito web, mettendo in correlazione i contenuti in modo coerente con gli interessi dell’utente. L’ottimizzazione dei processi di user experience permette di offrire un servizio più performante al fruitore, il quale riesce a raggiungere facilmente le risorse di proprio interesse, ottimizzando al contempo i tempi della ricerca. L’utilizzo dei link all’interno di un sito possono avere diversi scopi, come ad esempio consigliare all’utente la lettura di un articolo, guidarlo verso un processo d’acquisto, suggerire un approfondimento, consentirgli di scaricare un modulo, ecc.

Link interni e frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo calcola la percentuale di utenti che abbandonano un sito web dopo aver visitato una sola pagina. Si tratta dunque di una metrica che i webmaster dovrebbero avere interesse ad abbassare: i link interni sono estremamente funzionali a questo obiettivo, in quanto offrono all’utente una via semplice ed efficace per accedere ad altre pagine del sito.

Link interni e durata delle sessioni

Sull’Analytics di Google, alla voce “Tempo medio sulla pagina”, si misura la durata media delle sessioni di navigazione dell’utente. Un’ottimizzazione SEO del sito dovrebbe porsi (anche) l’obiettivo di dilatare i tempi di esplorazione dell’utente, trovando soluzioni utili a mantenerlo all’interno del sito. I link interni, anche in questo caso, rappresentano una soluzione ideale, con ricadute positive sia in termini di UX che di miglioramento del trust del sito.

Link interni e user experience

Chiaramente, come abbondantemente chiarito, i link interni sono una risorsa chiave anche in ottica di miglioramento della user experience. L’accessibilità ai contenuti e la semplicità di navigazione, infatti, sono due parametri che negli ultimi anni hanno notevolmente aumentato la loro rilevanza SEO: Google è sempre più abile a riconoscere un sito web strutturato per le esigenze dell’utente e intuitivamente fruibile. L’inserimento dei link ipertestuali consente di porre in essere una struttura intelligente e modellata sulle reali esigenze del visitatore. Ciò favorisce una migliore predisposizione dell’utente anche ad effettuare azioni funzionali alla strategia del sito, come una transazione, l’iscrizione a una newsletter o la compilazione del form di contatti.

Come gestire responsabilmente i link interni del proprio sito

Cerchiamo ora di comprendere come definire una strategia di link building interno. I link interni devono essere utilizzati per la loro funzione naturale: collegare tra loro due risorse del sito. Una struttura virtuosa di link building interna è pensata per i bisogni dell’utente e trae vantaggio anche in ottica SEO in virtù delle sue caratteristiche di naturalezza e funzionalità.

Agevolare la User Experience

In un sito web, le pagine devono essere interconnesse e offrire sempre all’utente un percorso facilmente accessibile: i link interni adempiono esattamente a questa missione. Ciò però non significa che essi debbano essere inseriti senza una coerenza logica. Il menu principale del sito ed eventuali link nel footer (sitewide) costituiscono già dei link che l’internauta può visualizzare e utilizzare facilmente. Il percorso proposto all’utente deve dunque tenere conto delle sue esigenze e delle modalità più semplici per soddisfarle.

Quanti link inserire in ogni pagina

Non esiste un giusto numero di link da inserire in ogni pagina. Anche in questo caso, il principio fondamentale è quello della naturalezza: il numero utile di link da inserire è dettato da diversi fattori tra cui la complessità del sito e la mole di contenuti offerti. I link inoltre possono essere di tipo informativo, navigazionale, commerciale e transazionale e adempiono a funzioni differenti.

L’importanza dell’ancora di testo

I link interni non comunicano solo con l’utente, ma anche con Google. Attraverso l’inserimento di collegamenti che rimandano a una risorsa del sito, viene dato valore a quella risorsa, che ne guadagna in autorevolezza e, anche se non automaticamente, in posizionamento. Google sa leggere e interpretare i segnali generati dallo schema interno dei link di un sito, riconoscendo la gerarchia di rilevanza delle singole pagine. Anche per questo motivo, è sempre consigliabile creare link con anchor text strategica, inserendo le parole chiave di proprio interesse all’interno del collegamento testuale.

Come gestire i link verso risorse esterne al sito

I link interni sono dei fattori di qualità anche quando rimandano a risorse esterne. Un link può essere utilizzato per offrire all’utente un approfondimento (ad esempio linkando una ricerca scientifica all’interno di un articolo in cui viene citata) o per offrire al lettore un servizio specifico (quando ad esempio si collega l’utente a una pagina istituzionale o a un modulo da compilare). I link a fonti esterne migliorano il servizio di navigazione proposto al pubblico e, di conseguenza, sono apprezzati anche da Google. Piccola accortezza: meglio inserire l’impostazione che permette di aprire il link in una nuova scheda del browser, in modo da evitare che l’utente abbandoni il sito di partenza (ma non solo).

Come trovare e correggere i link interni non funzionanti

Ponendo sempre la user experience al centro della questione, è facile intuire come la presenza di eventuali link rotti o che vanno in 404 offrono un disservizio al fruitore del sito e, di conseguenza, sono dannosi anche dal punto di vista dell’ottimizzazione SEO. Per tale ragione, è bene verificare costantemente che tutti i link presenti nel sito siano funzionanti. Un broken link può essere generato da diverse cause, tra cui le più comuni sono un’errata trascrizione dell’URL, la cancellazione di una risorsa esterna verso cui puntava il link e la modifica della struttura dei permalink. Ciò che importa è che un link rotto deve essere riconosciuto e corretto e per farlo è consigliabile utilizzare un free checker dei link rotti o strumenti seo a pagamento.

Catene di redirect da link interni: cosa sono e come individuarle

Quando una pagina viene cancellata o modificata, è buona norma effettuare un redirect verso altre risorse del sito (pagine identiche o tematicamente affini), in modo da non perdere il traffico generato dalla pagina e da non generare errori 404. Quando però viene modificato a livello strutturale l’assetto dei permalink, gestire la catena di redirect diventa decisamente più complesso; per tale ragione, occorre utilizzare un approccio tecnico-analitico. Continue modifiche dei permalink accompagnate da una gestione approssimativa dei redirect possono causare una dilatazione dei tempi di risposta del server, provocando una perdita generale di velocità del sito. Supponiamo ad esempio che un link, in seguito a numerose modifiche, segua una struttura di redirect di questo tipo: Pagina 1 > Pagina 2 > Pagina 3 > Pagina 4: in questo percorso, irrazionale, è evidente che qualcosa non va e che il giusto percorso dovrebbe essere: Pagina 1 > Pagina 4. Occorre dunque individuare e risolvere le catene di redirect.

Link interni manipolati e penalizzazioni Google

È possibile essere penalizzati da Google per una gestione impropria della link building interna? Anche se la questione è molto poco dibattuta, la risposta è: Sì, è possibile andare incontro a penalizzazioni Google anche per colpa dei link interni. Una delle tecniche di manipolazione più comuni consiste nella realizzazione di uno schema di link che mette la homepage in collegamento anche con le pagine più profonde del sito, quelle poste in basso nel diagramma ad albero dell’architettura. In questo modo, anche le pagine meno rilevanti del sito, grazie al collegamento con la home, acquisiscono maggiore autorevolezza. Ciò è vero, però, solo per un lasso di tempo piuttosto ridotto, in quanto il bot di Google riconosce molto facilmente la forzatura dello schema – che chiaramente non è pensato per aiutare il percorso dell’utente – e riconosce la strategia come dannosa e disonesta. A quel punto, il rischio di andare incontro a una penalizzazione algoritmica si fa decisamente concreto.

Un’altra pratica dannosa è quella che si basa sull’ottimizzazione degli anchor text: una pagina viene linkata molteplici volte e sempre con la stessa ancora testuale, in modo da creare un’associazione tra la pagina e la parola chiave. Anche in quel caso, Google riconosce e punisce lo stratagemma molto rapidamente. L’over-ottimizzazione dei link interni è da ritenersi una pratica scorretta, sconveniente e inefficace.

Gli errori più comuni in fase di costruzione di link interni

Elenchiamo gli errori più comuni e da evitare quando si costruiscono link interni sul proprio sito:

  • Creare link a scopo manipolativo: realizzare schemi di link in modo non naturale e al solo scopo di migliorare il trust di una o più pagine è una pratica dannosa e che Google è ormai in grado di riconoscere facilmente. I link devono essere naturali, rilevanti, coerenti e inerenti.
  • Utilizzare l’attributo NoFollow: In questo modo, Google non può riconoscere e dare valore ai link del sito, vanificando di fatto l’intero lavoro.
  • Inserire troppi link in uscita: I link che rimandano a fonti esterne al sito sono un fattore positivo, ma inserirne troppi significa aumentare le possibilità che l’utente abbandoni il sito di partenza (cioè il tuo).
  • Collegare tra loro tutte le pagine del sito: il percorso definito per l’utente deve essere mirato e razionale.
  • Creare anchor text “deboli”: Ancoraggi di link del tipo “Clicca qui” o “Continua a leggere” non apportano valore alla strategia di link building interna e sono dunque sconsigliabili.

Nelle mie consulenze SEO analizzo approfonditamente gli aspetti inerenti il content editing e le strategie di link building interna dei siti. Puoi ottenere maggiori informazioni sui miei servizi compilando il form a questa pagina.


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gabriele rispoli consulente seoGabriele Rispoli è un Consulente SEO specializzato in seo tecnica e link building. Dal 2011, aiuta aziende e professionisti a migliorare la visibilità sui motori di ricerca.