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10 fattori SEO fondamentali per migliorare il posizionamento su Google

Come è ormai noto, Google utilizza oltre 200 fattori per decretare la classifica organica delle pagine nei risultati di ricerca (SERP).

In questa guida voglio elencarti in maniera semplice e concreta quelli che sono ritenuti i fattori di posizionamento SEO più importanti per Google nel 2020.


Fattori legati al dominio

Ho deciso di partire da qui, in quanto il dominio è l’elemento essenziale da cui partire per creare un progetto, e quindi un sito web.

Tra i principali fattori presi in considerazione dal motore di ricerca Google, troviamo:

  • anzianità del dominio
    In passato, quando si “giocava” molto sul pagerank di un sito, i domini aventi le metriche molto alte venivano presi in netta considerazione da Google (spesso manipolando l’algoritmo), in quanto ritenuti più importanti rispetto ad un dominio vergine o di poca data.

Attualmente il pagerank esiste ancora, ma il valore con cui oggi Google influisce e attribuisce il suo peso ad una pagina web o intero dominio, è decisamente cambiato.


In questo video Matt Cutts spiega come Google usi l’età del dominio come fattore di posizionamento, ma non in maniera importante.

    • dominio EMD (exact match domain)
      I domini a chiave esatta, una delle principali tattiche (datate) di posizionamento usate dai seo, webmaster e titolari di dominio da ormai molti anni.
      Ad oggi però, possono creare ancora un vantaggio competitivo? Raramente.
      Google ha affinato i suoi algoritmi nel corso degli anni, e oggigiorno premia essenzialmente la qualità di un progetto, a prescindere dal nome dominio registrato. È importante considerare come Google apprezzi invece i domini di lunghezza breve, massimo 14 caratteri.
    • la durata di registrazione del dominio
      Secondo quanto riporta Search Engine Journal in questo post, pare che Google apprezzi maggiormente i domini che vengono registrati con una data più ampia rispetto a quelli standard, cioè con rinnovo annuale, in quanto può attribuire la durata di un dominio alla legittimazione del progetto e del proprietario.
    • parola chiave nel sottodominio
      Secondo quanto riporta un gruppo di esperti di Moz, la parola chiave contenuta all’interno del sottodominio, può favorire il posizionamento.

keyword nel sottodominio

  • estensione TLD
    L’estensione di un dominio può favorire il posizionamento, ma può limitare la capacità del sito di posizionarsi in maniera ampia, globale. Può essere utile ad esempio registrare un dominio con TLD “.it” qualora volessimo rivolgere la nostra attenzione ad un pubblico prettamente italiano.

Fattori On-Page

I fattori on-page, sono tutti quei fattori che influenzano in maniera profonda il posizionamento di una singola pagina web.

Tra quelli ritenuti fondamentali vi sono:

    • tag title
      Il tag title è l’elemento primario che definisce il contenuto di una pagina web. Sicuramente ha meno peso degli anni passati, ma resta comunque un elemento indispensabile per rafforzare l’ottimizzazione e il conseguente posizionamento della pagina stessa. Assicurati di aver inserito la keyword per la quale vorresti posizionare la tua pagina, all’inizio del title, in maniera naturale. Questo elemento è visibile ed influente a livello di SERP. È importante inoltre che il tag title di una pagina sia univoco, in quanto la duplicazione dello stesso title o ripetuto inserimento di più title seppur diversi, nella stessa pagina, potrebbe pregiudicare il posizionamento del sito web.

keyword nel tag title

  • marcatore titolo H1
    Il tag H1 è il titolo che vediamo invece comparire generalmente all’inizio della pagina su cui siamo atterrati dopo aver digitato una query su Google. È molto importante che abbia anch’esso la keyword interessata, ma rispetto al title va leggermente variato.
  • marcatore titolo H2
    Il marcatore titolo H2 può essere utilizzato più di una volta all’interno della stessa pagina, e serve ad esprimere un concetto più ampio del tag H1. Potremmo ottimizzarli con delle keyword correlate a quella principale. Si possono usare inoltre anche i tag H3 per approfondimenti degli H2.
  • meta description
    La meta description è un fattore di ranking indiretto, in quanto condiziona il posizionamento attraverso click-through rate (CTR) generato dagli utenti nei risultati di ricerca.

Fattori On-Site

I principali fattori di ranking che Google valuta a livello di sito sono:

    • Dispositivi mobile
      Il Mobile-Friendly, ovvero la compatibilità di un sito con i dispositivi mobili è diventato è per Google un fattore di ranking a partire dal 2015, con un update denominato Mobilegeddon.
    • HTTPS
      Come annunciato da Google nel 2014, il protocollo HTTPS viene considerato un parametro valutativo di qualità di un sito web.
      Il peso attribuito a questo elemento ancora non si sa, quel che è certo però è che i tassi di adozione del protocollo SSL sono decisamente aumentati negli ultimi anni, ed è indispensabile per i siti web che gestiscono dati sensibili degli utenti o per i siti ecommerce, in quanto hanno a che fare con transazioni finanziarie.

uso di https

Un tempo di caricamento rapido, è determinante soprattutto per gli utenti, in quanto aumenterebbe potenzialmente le conversioni e migliorerebbe l’esperienza utente nel sito.

velocità sito web

Un altro aspetto importante e condizionante il posizionamento di un sito, è quello legato alla linking interna (internal linking).

La linking interna è utile in quanto aiuta a Google e agli utenti a determinare la rilevanza di una pagina web.

In maniera specifica, la linking interna può favorire la scansione e l’indicizzazione delle risorse del nostro sito, migliora la fruibilità dei contenuti e la navigazione utente, distribuisce link juice, migliora il posizionamento della pagina linkata.

Parole Chiave

Le parole chiave sono l’elemento portante per definire l’argomento di una pagina e classificarla al meglio sui motori di ricerca. Nel corso degli anni il loro ruolo però, è decisamente cambiato. Ad oggi è importante concentrarsi sul concetto di search intent, ovvero intento di ricerca.

Come possiamo migliorare questo aspetto?

  • Utilizza un linguaggio naturale e una pertinenza semantica dei contenuti, piuttosto che concentrarti sulla ripetizione eccessiva della stessa parola chiave.
  • Analizza sempre la SERP della tua query di interesse prima di scrivere un contenuto per la stessa. Ad esempio, se per una specifica query vengono mostrati in SERP solo siti ecommerce, è inutile creare un articolo informativo. Qui rientra in gioco il concetto di search intent.

Va ricordato inoltre, che l’utilizzo di meta tag keywords nel codice della pagina, cosi come la ripetizione senza senso delle keyword, porta a una possibile penalizzazione da parte dei motori di ricerca.

Contenuti di qualità

Per contenuto di qualità si intende appunto la scrittura di un testo esaudiente per l’argomento trattato, ottimizzato in ottica SEO con un linguaggio naturale, facilmente comprensibile e rassicurante per gli utenti.

La lunghezza del contenuto è importante? Perché? I contenuti freddi (lunghi) vengono spesso considerati come dei riferimenti da Google quando alla base però soddisfano il concetto sopra espresso, la qualità.

Secondo l’analisi effettuata da SearchMetrics in merito ai fattori di ranking, i contenuti che si posizionano meglio sono superiori alle 1500 parole.

Un altro fattore importante è sicuramente la freschezza dei contenuti (freshness update), come ci spiega Matt Cutts nel video.


Lo stesso Matt Cutts però, ci spiega come questo elemento non venga preso in considerazione su tutte le keyword, ma in base al contenuto e alla pertinenza di una specifica query in ottica search intent.

Rilevanza e Autorevolezza

I siti che godono di una buona reputazione, si posizionano con più facilità su Google.

In che modo, Google, determina la rilevanza e l’autorevolezza di un sito web?

Tra i fattori che determinano il Page Quality Rating, troviamo:

  • Qualità, coerenza, lunghezza e completezza dell’argomento trattato.
  • Architettura informativa logica e lineare.
  • Valutazioni, importanti ma non fondamentali in quanto non impattano necessariamente sul punteggio di qualità di un sito web.
  • Citazioni e menzioni da fonti esterne autorevoli
  • Parlare in maniera ampia e costante dei servizi trattati e degli argomenti di propri interesse e competenze, ad esempio su un blog tematico.

Anche i link in uscita giocano un ruolo chiave nella nostra strategia di costruzione di link. Ad esempio, linkare delle risorse di approfondimento di ovvia qualità, può favorire il motore di ricerca a contestualizzare al meglio il nostro sito, e a premiare maggiormente il nostro contenuto.

Come nei link in entrata e nei link interni, anche gli outbound links devono essere coerenti, inerenti e di reale utilità per l’utente. Pensiamo ai link in uscita come approfondimenti dell’argomento che trattiamo nella nostra pagina.

I link sono uno dei 3 principali fattori di ranking su cui si basano gli algoritmi di Google.

I link in entrata (backlinks) possono favorire in maniera determinante il posizionamento di un sito web su Google.

backlink fattore di ranking

C’è da considerare però, che negli ultimi anni Google ha mostrato sempre più attenzione verso queste pratiche, molto spesso ritenute datate e pericolose, come i link a pagamento, strategie di link estremamente manipolative, backlink da siti off-topic o da siti di scarsa qualità e dubbia autorevolezza.

È importante quindi che la costruzione di link su cui andremo a creare la nostra strategia, abbia all’origine un focus verso i domini tematici, che affrontano il nostro stesso argomento, con qualità, autorevolezza e rilevanza.

Molto meglio ricevere 10 backlink da siti in topic e con forte trust, piuttosto che 100 dal dubbio valore e provenienza.

Interazione dell’utente

Le interazioni da parte degli utenti possono sembrare ad oggi ancora un fattore spesso trascurato dai SEO o dai titolari di un sito web, in quanto ritenute indirette e quindi di poca importanza. Ma non è affatto così. La priorità di Google è sempre stata la soddisfazione dell’utente, oggi più di ieri è diventato un fattore imprescindibile per il posizionamento di un sito.

Migliorare l’esperienza utente (user experience), è uno dei primi passi da compiere quando ci attingiamo a progettare un sito web con l’obiettivo di produrre valore, non solo dal punto di vista economico, ma anche di posizionamento nel mercato che ci compete. Più sarà soddisfatto l’utente, maggiori probabilità avremo che Google ci posizioni in alto nei suoi indici di ricerca.

Tra gli elementi chiave in questione, possiamo citare i seguenti:

  • frequenza di rimbalzo (bounce rate)
    Metrica che indica la percentuale di utenti che si limitano a visitare la sola pagina di atterraggio per poi uscire dal sito.
  • pogo sticking
    Si tratta di un parametro molto importante per Google, in quando indica l’abbandono da parte di un utente subito dopo aver cliccato sulla pagina del nostro sito.
  • ricerca diretta
    Un sito che ha visite dirette è maggiormente apprezzato, in quanto riconosciuto come punto di riferimento per gli utenti.
  • tempo di permanenza (dwell time)
    Il tempo di permanenza e pagine di sessioni possono favorire Google nel comprendere quanto il nostro sito piaccia agli utenti. Maggiore è il tempo di permanenza, migliore sarà la resa in termini di traffico e conversioni.

gabriele rispoliGabriele Rispoli è un Consulente SEO specializzato in progetti ad alto rischio, affiliazioni, ecommerce e start-up che vogliono aumentare la propria visibilità e fatturato sui motori di ricerca.